sabato 18 maggio 2013

Serve una terapia d'urto per rilanciare l'edilizia

Da "Il sole 24 ore" - imprese e territori - del 18.05.2013

Serve una terapia d'urto per rilanciare il settore delle costruzioni, piegato da una crisi durissima. La invoca l'Angaisa, l'associazione nazionale dei rivenditori di materiali idro-termo-sanitari per l'edilizia che ieri, a Milano, ha organizzato il suo convegno annuale. Ai lavori è intervenuto anche il presidente di Confindustria,
Giorgio Squinzi. «Ci siamo illusi di aver toccato il fondo del barile nel 2009 – dicono i commercianti di articoli idrotermosanitari riuniti alla fiera di Rho-Pero –, ma adesso siamo in caduta libera. Il 2012 è stato un anno pesante, ma il 2013 rischia di essere peggio, come confermano gli ultimi dati sul mercato immobiliare». Fatturati in calo, vendite stagnanti. Anche l'idrotermosanitario segna il passo, dopo un paio di anni di relativa tranquillità. A marzo i ricavi dei distributori Its associati ad Angasia hanno segnato un crollo del 17,4% rispetto al marzo dell'anno precedente. «Oggi non si muore soltanto perché manca la
domanda – nota uno studio preparato dal Cresme per l'Angaisa e presentato durante il convegno –. Si muore perché chi compra o chi ha comprato non paga». Secondo l'Angaisa, il primo passo per restituire fiducia al settore è rappresentato dall'allentamento della morsa fiscale. «Bisogna ridurre le tasse sulla casa», dice il presidente di Angaisa, Mauro Odorisio.

Oggi il Governo Letta, con l'approvazione del decreto sull'Imu, dovrebbe dare un primo segnale. Ma secondo gli operatori bisogna fare di più. Una proposta in tal senso è stata lanciata proprio dal presidente di Confindustria e riguarda la detrazione fiscale per la spese di ristrutturazione e manutenzione. Squinzi ha dapprima sollecitato il Governo a prorogare oltre il termine del 1° luglio 2013 l'aliquota al 50% (senza proroga, l'aliquota tornerebbe al 36%) e poi ha lanciato la sua proposta: elevare la detrazione fiscale dal 50 al 70%, per spingere le famiglie a effettuare lavori di ristrutturazione e manutenzione edilizia. 

Questa misura, secondo Squinzi, potrebbe rappresentare una robusta spinta al rilancio del settore, quanto meno per la conservazione del patrimonio esistente. A causa della perdita costante del potere d'acquisto e della perdurante incertezza del quadro economico, le famiglie tendono a rinviare qualsiasi tipo d'investimento, compreso quello concernente il rinnovo della casa o del bagno; resta la manutenzione, anche se si tratta spesso di interventi estremamente ridotti e limitati all'essenziale. È un corto circuito che le imprese cercano di spezzare. Ma sanno già che il 2013 sarà ancora pesantemente negativo. Un nuovo annus horribilis. Se ci saranno, i primi deboli segnali di ripresa si registreranno solamente a partire dal 2014.

Nessun commento:

Posta un commento