lunedì 17 giugno 2013

L'uomo senza qualità - libro del mese.

Dalle più violente esagerazioni, se lasciate a sé stesse, nasce col tempo una nuova mediocrità.



L' opera che accompagnò Musil letteralmente per tutta la sua vita è probabilmente un raro esempio di unicità che si stacca prepotentemente da qualsiasi possibilità di paragone o di accostamento con altri autori, non tanto per eccezionalità o bravura, la letteraratura ci fornisce moltissimi esempi in tal senso, quanto per l' immane tentativo di comprendere in un tot numero di pagine stampate una così elevata messe di argomenti e tematiche da far risultare il compito apparentemente impossibile. L'autore con una precisione oserei dire chirurgica entra nell' argomento talmente in profondità che poi le innumerevoli diramazioni sono frutto di un disegno organizzato e meticoloso che riportano invariabilmente come un perfetto teorema alla base di partenza. Già dal poderoso incipit ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad un autore fuori dal comune, proprio come l' Ullrich protagonista del libro, un uomo di grandi qualità, ma talmente avvitato alla ricerca della verità e dell' esattezza da risultare alla fine per l' impossibilità di arrivare ad una conclusione soddisfacente, paradossalmente privo di peculiarità. In tutta sincerità non posso dire leggete questo libro a cuor leggero, io che sono un lettore quasi maniacale ho impiegato quattro mesi in cui spesso ho avuto la tentazione di metterlo da parte, è un libro del quale si intuiscono anche le difficoltà dell' autore che giunto ad un certo punto forse si è reso conto dell' impossibilità di portare a termine l' immane compito. a me è venuto in mente Michelangelo e le sue difficoltà nel completare la Cappella Sistina, ma forse a Musil mancava quel misticismo missionario proprio del grande artista toscano o più prosaicamente un Giulio II che finanziasse l' opera, cosa che Musil non ebbe quasi mai la fortuna di avere nella sua vita non facile, nella quale la concessione del meritatissimo Nobel avrebbe rappresentato oltre che il giusto riconoscimento per un artista assolutamente unico quella tranquillità economica che gli avrebbe forse consentito di terminare il libro.

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